Tag Archives: Ettore Scola

#158 La terrazza

La terrazza regia di Ettore Scola, 1980

La linea d’ombra di Joseph Conrad

In una delle scene iniziali del film, Emanuela (Milena Vukotic), nello studio del marito Enrico (Jean-Louis Trintignant), uno sceneggitore  in cerca dell’ispirazione per un film comico, mostra un libro, non individuato, che era appoggiato sulla scrivania.

Mario (Vittorio Gassman), il politico del Partito Comunista, incontra Giovanna (Stefania Sandrelli), in un bar dove le consegna il libro di Conrad e lei prendendolo dice: “… Leggerò anche questo …”

film segnalato da Giacomo


#103 C’eravamo tanto amati

C’eravamo tanto amati regia di Ettore Scola, 1971

Furore di John Steinbeck

Elide (Giovanna Ralli), a letto legge Furore, mentre suo marito Gianni (Vittorio Gassman), è alle prese con la lettura di Quattroruote.

Elide a tavola ha in mano un libro della famosa e prestigiosa collana ‘Medusa’ della Mondadori.


 

#50 Una giornata particolare

Una giornata particolare regia di Ettore Scola, 1977.

I tre moschettieri di Alexandre Dumas

Quando Antonietta (Sophia Loren) va nell’appartamento di Gabriele (Marcello Mastroianni) per recuperare il merlo Rosmunda che era scappato vede un libro e lo associa al concorso radiofonico I quattro moschettieri, Gabriele la corregge dicendole che sono I tre moschettieri e vorrebbe prestarglielo,

Antonietta inizialmente non l’accetta, ma poi Gabriele glielo porta, con la scusa di prendere un caffè.
Nella scena finale vediamo Antonietta, che prende il libro e inizia a leggerlo.

Il  primo  lunedì  del mese d’aprile 1625,  il borgo di Meung, in cui nacque l’autore del ‘Romanzo della Rosa’,  appariva in completo subbuglio,  proprio come se gli Ugonotti fossero venuti a tentare una seconda Rochelle

Mentre Antonietta legge I tre moschettieri vede Gabriele che viene condotto via da due guardie.


 

#35 Romanzo di un giovane povero

Romanzo di un giovane povero regia di Ettore Scola, 1995

♦ Gerusalemme liberata di Torquato Tasso
I Quindici

Il laureato in lettere, trentenne disoccupato figlio unico, Vincenzo Persico (Rolando Ravello), nelle scene iniziali del film, legge al suo allievo di ripetizioni Il Combattimento di Tancredi e Clorinda (1624) tratto dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.


Spinge egli il ferro nel bel sen di punta
che vi s’immerge e’l sangue avido beve;
e la veste che d’or vago trapunta
le mammelle stringea tenere e lieve,
l’empiè d’un caldo fiume. Ella già sente
morirsi, e’l piè le manca egro e languente.

– Amico, hai vinto: io ti perdon… perdona
tu ancora, al corpo no, che nulla pave,
a l’alma sì: deh! per lei prega, e dona
battesmo a me ch’ogni mia colpa lave. –
In queste voci languide risuona
un non so che di flebile e soave
ch’al cor gli scende ed ogni sdegno ammorza,
e gli occhi a lagrimar invoglia e sforza.

Poi passa il libro all’allievo chiedogli di continuare

D’un bel pallore ha il bianco volto asperso,
come a’ gigli sarian miste viole,
e gli occhi al cielo affisa, e in lei converso
sembra per la pietate il cielo e ‘l sole;
e la man nuda e fredda alzando verso
il cavaliero in vece di parole
gli dà pegno di pace. In questa forma
passa la bella donna, e par che dorma.

Come l’alma gentile uscita ei vede,
rallenta quel vigor ch’avea raccolto;
e l’imperio di sé libero cede
al duol già fatto impetuoso e stolto,
ch’al cor si stringe e, chiusa in breve sede
la vita, empie di morte i sensi e ’l volto.
Già simile a l’estinto il vivo langue
al colore, al silenzio, a gli atti, al sangue.

Nelle scene finali quando il giudice fa una visita all’appartamento di Persico, si affaccia alla camera di Vincenzo e vengono inquadrati ‘i Quindici’ e il giudice dice “… i Quindici, ce li avevo anch’io”